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Una goccia nel mare. Anzi due!

Sono proprio due gocce nel mare del pregiudizio e dell’indifferenza, Salvo Campanella e Stefano Rametta, due giovani siciliani paraplegici per cause diverse, ma impegnati nella feroce trincea della lotta contro il preconcetto, le barriere culturali, mentali e architettoniche consolidate nel loro territorio.

Insieme, Stefano e Salvo hanno scoperto la formula magica, per rinascere dopo i rispettivi incidenti e soprattutto per far breccia in quella cortina di avversione che si ha nei confronti delle persone disabili, la formula magica è composta da un solo ingrediente: lo Sport!

Proviamo a conoscerli entrando nel loro mondo di battaglie e di vittorie.

Stefano Rametta, detto Steno, è nato in Germania nel 1980; è una delle poche persone che, con orgoglio, ama definirsi cittadino italiano; vive nella bellissima Siracusa. “I miei studi si sono fermati al diploma di odontotecnico – ci racconta con nostalgia – perché nel marzo del 2002 a 21 anni ho avuto un’ incidente in moto. Un motociclista del gruppo della nostra comitiva, mi ha urtato posteriormente ed io ho perso il controllo della mia moto. Sono caduto sbattendo violentemente e riportando la frattura delle vertebre dorsali D4, D5, D6 con la lesione completa del midollo e conseguente paralisi agli arti inferiori”.

Anche Salvo Campanella ci racconta qualcosa di se: “Sono nato a Palermo nel 1974. Fino a un anno fa lavoravo come operaio presso la Tekno k, un’impresa che copre tutto il territorio nazionale e che si occupa d’impermeabilizzazione. Ho avuto nel luglio del 2012 un incidente sul lavoro precipitando dall’alto, mentre operavo in un cantiere, a causa della rottura del piantone di sicurezza del cestello elevatore nel quale  mi trovavo. Ho avuto una diagnosi subito infausta: ematoma con compressione epidurale sulla undicesima e dodicesima vertebra dorsale e conseguente paraplegia.”

Salvo racconta in modo beffardo e ironico la sua permanenza nell’unità spinale di Catania dove era stato ricoverato subito dopo l’incidente: “Sono riusciti a tenermi lì solo un mese, poi sono “scappato via” causa ufficiale problemi logistici. Ho completato poi la riabilitazione nel Centro per medullolesi di Palermo ‘Villa delle Ginestre’. E anche a Villa delle Ginestre sono riusciti a tenerlo per poco tempo, solo per tre mesi, perché Salvo aveva voglia di tornare a ‘correre’ e mentre lo dice, Salvo ride fragorosamente.

Steno racconta dei quattro mesi passati nel – bellissimo – centro riabilitativo di Montecatone –Imola (BO). E anche lui tornato a casa non ha perso tempo e si è buttato a capofitto nello sport addirittura reinventandosi titolare di una palestra, perché ci dice: “Il mio lavoro era ed è Personal Trainer di body building”. Infatti, Steno, prima dell’incidente era un body builder professionista (campione italiano europeo 1999, atleta azzurro). Rametta rileva con orgoglio che appena fuori dal centro di riabilitazione ha iniziato immediatamente la preparazione atletica per le fare di body building da paraplegico e nel 2004 ha vinto il wheelchair Mister Universo, diventando ancora una volta, malgrado la disabilità, atleta della Nazionale Italiana vincendo, nel 2009, la Coppa del Mondo e il Campionato del mondo Ifbb [Federazione Italiana body building N.d.R. ]

Quante emozioni e folate di entusiasmo nei racconti di Stefano Rametta che nel 2010 ha dovuto ancora una volta riprogrammare le sue attese nell’ambito dello sport. Ci racconta: “Nel 2010 durante un allenamento per i mondiali ho strappato il bicipite destro e il pettorale e ciò non mi permetteva di essere al massimo in questa disciplina, così ho voluto provare una Handbike e mi sono innamorato del paraciclismo”

Con l’ottimismo che trasuda dai pori, Steno promette di realizzare tante cose, anche se deve scontrarsi con l’indifferenza e la mancanza di cultura della sua terra: “Siracusa? Una bellissima cittadina! Ma sono costretto a denunciare il fatto che per l’inserimento nella vita sociale delle persone disabili, siamo rimasti indietro di almeno 20 anni, rispetto al resto d’Italia e dell’Europa!”

Quando sono uscito da Villa delle Ginestre – prosegue Salvo – ho dovuto lottare con i miei familiari e parenti per ‘riabilitare’ loro nell’accettare, comprendere e superare la mia nuova condizione fisica, che ha dei limiti per certi versi, ma che mi spinge ad organizzarmi nel conseguire delle altre abilità che io chiamo in modo scherzoso: ‘superabilità’. Per certi versi ci sono riuscito, ma ancora a distanza di un anno, mia madre ne soffre e non è solo una questione di cultura. La gente, non si è evoluta circa il concetto di disabilità, infatti, si pensa al disabile come una persona statica, difficile immaginarla come una dinamica. Per questo mi sono riproposto l’educazione delle persone circa le tematiche della disabilità.

Questa riabilitazione culturale, come la chiama Salvo si può attuare in un modo semplicissimo ossia nel mostrare le difficoltà che le persone con limitazioni fisiche incontrano quando non sono rispettate le leggi previste dal nostro ordinamento circa l’accessibilità, l’inclusione, assistenza.

Adesso Salvo e Steno ci parlano quasi in coro: “Uno dei pochi, ma efficaci sistemi, per sensibilizzare la gente è la promozione dello sport senza ostacoli, per far comprendere alla gente che le persone con una limitazione fisica hanno una voglia di fare infinita! La nostra presenza, deve essere da stimolo a tanti altri che, come noi, hanno subito incidenti e che non sanno come intraprendere un’attività sportiva nelle loro nuova condizione: una condizione di disabilità – ha sottolineato Campanella – che non deve essere un limite come può sembrare ma una splendida nuova opportunità”.

Cos’è “Il Vento in Faccia?”  E’ la prima, e sottolineo la prima, Associazione ASD, siciliana nata a Palermo il 20 Giugno del 2013, con lo scopo di promuovere la disciplina Paralimpica dell’Handbike - ci dice Steno – fondata da Salvo Campanella”.

“Ci siamo prefissati di partecipare a tutte le manifestazioni regionali di promozione sportiva per disabili. Stiamo partecipando alla seconda parte del Gran Prix regionale di Maratonine (un insieme di gare podistiche siciliane alle quali Salvo Campanella aveva partecipato prima dell’incidente) e ad altre gare podistiche e ciclistiche che hanno le caratteristiche di percorso valide da poter essere percorse da una Handbike. Dobbiamo ringraziare anche qualche piccola impresa locale ci sta sponsorizzando come meglio può.”

Proprio Salvo Campanella nel Settembre scorso ha ricevuto la nomina dal Presidente Regionale FCI (Federazioni Ciclistica Italiana) di componente della FCI regionale nel settore Paralimpico, una nomina del quale Campanella è molto fiero e che sottolinea in modo ufficiale il sodalizio con la Federazione Ciclistica Nazionale.

Come vi siete conosciuti? “Vuoi ridere? Volevamo comprare entrambi la stessa Handbike usata! Ci siamo riscoperti entrambi appassionati di paraciclismo e da quel giorno le nostre mogli hanno iniziato a disperarsi…perché siamo due biker molto appassionati! La nostra è una passione vera per lo Sport!”

Dorotea Maria Guida

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Posted by redazione web on nov 18 2013. Filed under atleti, interessanti, manifestazioni, news. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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